D'estate è una ciclabile frequentatissima, in primavera ospita una corsa podistica, ma è d'inverno che il tracciato dell'ex ferrovia delle Dolomiti mostra forse il suo volto più suggestivo. Coperto di neve e battuto con cura, diventa la pista di una delle gare di sci di fondo più amate dell'arco alpino: la Granfondo Dobbiaco-Cortina.
Si corre ogni anno nel cuore dell'inverno, di solito tra gennaio e febbraio, e richiama fondisti di ogni livello: atleti professionisti dei circuiti internazionali di gran fondo e semplici appassionati che sognano di attraversare le Dolomiti con gli sci stretti ai piedi.
Una storia nata da una nevicata
La gara ha origini lontane: la prima edizione risale al 1977. Si racconta che l'idea nacque dopo un'abbondante nevicata, quando un ex fondista olimpico ampezzano propose di sfruttare il tracciato della ferrovia, dismessa dall'inizio degli anni Sessanta, per una grande gara di sci di fondo. Da allora la Granfondo è diventata una tradizione, cresciuta edizione dopo edizione fino a superare il mezzo secolo di storia.
Per molto tempo la gara si è corsa in tecnica classica, la più antica, con gli sci che scorrono nei binari tracciati nella neve. In seguito al programma si è affiancata una prova in tecnica libera, lo skating, così che oggi l'evento si sviluppa di norma su due giornate, una per ciascuna tecnica.
Il percorso
Il tracciato si snoda tra l'Alta Pusteria e la conca ampezzana seguendo il sedime della vecchia linea ferroviaria: la Valle di Landro, il lago omonimo, i boschi di Carbonin, fino al Passo di Cimabanche, oltre i 1.500 metri, punto più alto della gara e confine tra Alto Adige e Veneto. Le pendenze sono dolci, come si addice a una ferrovia, ma la lunghezza della prova, che supera i trenta chilometri, la rende impegnativa. Partenza, arrivo e varianti del percorso possono cambiare da un'edizione all'altra in base all'innevamento e alle scelte dell'organizzazione.
Vivere la gara da spettatori
Anche senza gareggiare, la Granfondo è uno spettacolo da non perdere. Vedere centinaia di fondisti scorrere tra i boschi innevati, con le grandi pareti dolomitiche sullo sfondo, è un'immagine d'inverno di rara bellezza. I punti di partenza e arrivo sono i più animati, ma anche alcuni tratti del percorso si prestano a una passeggiata sulla neve per applaudire i concorrenti.
- Abbigliamento caldo: in valle, al mattino, le temperature possono essere molto basse.
- Rispetto della pista: non calpestate mai i binari tracciati per la tecnica classica.
- Spostamenti: informatevi sulla viabilità nei giorni di gara, perché alcune strade possono essere regolate.
E per chi vuole provarci?
Lo sci di fondo è uno sport che si può scoprire a ogni età. Se la Granfondo vi incuriosisce, una vacanza in Cadore è l'occasione per prendere confidenza con gli sci stretti sulle piste della zona, magari con qualche lezione, e lasciarvi conquistare dal silenzio dei boschi d'inverno. In tutta la zona tra Cadore, Ampezzo e Alta Pusteria le piste per il fondo non mancano.
Una base calda per l'inverno
San Vito di Cadore è una base comoda per seguire la gara e, nello stesso soggiorno, sciare anche in pista: Cortina d'Ampezzo è a circa 11 km, all'incirca 15 minuti d'auto, e gli impianti del paese sono a circa 400 metri da Chalet Conca Dolomiti. Lo chalet dispone di due scomparti esterni per l'attrezzatura da sci, di un caminetto a legna e di un posto auto riservato dentro la proprietà.
Dopo una mattinata passata all'aperto tra la neve, rientrare in valle, accendere il fuoco e ritrovarsi intorno al grande tavolo da pranzo è il modo più bello per concludere una giornata d'inverno nelle Dolomiti.
L'inverno nelle Dolomiti, a Chalet Conca Dolomiti
Chalet Conca Dolomiti accoglie fino a 6 ospiti a San Vito di Cadore, con caminetto a legna, scomparti esterni per gli sci e posto auto riservato, a 400 metri dalle piste.