Se c'è un luogo che riassume la bellezza delle Dolomiti d'Ampezzo e del Cadore, è il Passo Giau. A 2.236 metri di quota, il valico collega la conca di Cortina con Colle Santa Lucia e Selva di Cadore, e il suo territorio si divide tra più comuni, compreso San Vito di Cadore. Da qui lo sguardo spazia su una corona di vette che lascia senza parole. Poco lontano, la Croda da Lago custodisce il piccolo Lago Federa, una delle mete escursionistiche più amate della zona.
La Ra Gusela e il Nuvolau
Arrivati al passo, la prima cosa che vedrete è la Ra Gusela, la guglia rocciosa che sembra sorvegliare i prati. Alle sue spalle si allunga il gruppo del Nuvolau, che supera i 2.500 metri. I pascoli intorno al passo, d'estate punteggiati di fiori, sono perfetti per una passeggiata breve anche con i bambini, mentre chi ha più gambe può salire verso le cime. Nei giorni limpidi il panorama abbraccia molte delle grandi vette ampezzane e cadorine: un vero catalogo delle Dolomiti orientali.
Una salita leggendaria
La strada del Giau è famosa tra i ciclisti: il Giro d'Italia l'ha scalata più volte e in alcune edizioni è stata la Cima Coppi, il punto più alto della corsa. I tornanti sono ripidi e regolari, e in estate incontrerete molti appassionati in bicicletta. Se salite in auto, procedete con prudenza e godetevi le soste nelle piazzole panoramiche.
La Muraglia di Giau, un confine di pietra
Pochi sanno che sui prati del passo corre un muro lungo e basso, la Muraglia di Giau. Fu costruita a metà del Settecento dopo una lunga contesa tra San Vito e Ampezzo per l'uso dei pascoli, e segnava allo stesso tempo il confine tra la Repubblica di Venezia e l'Impero asburgico. Ancora oggi un cippo indica il limite tra San Vito di Cadore e Colle Santa Lucia: seguire il tracciato del muro è un modo originale di unire camminata e storia locale.
Mondeval e un cacciatore di 7.000 anni fa
Dal passo un sentiero conduce agli ampi prati di Mondeval, ai piedi dei Lastoi de Formin. Qui, sotto un grande masso, è stata rinvenuta la sepoltura di un cacciatore del Mesolitico, noto come l'Uomo di Mondeval. I reperti sono conservati nel museo Vittorino Cazzetta di Selva di Cadore, che vale una visita nelle giornate di tempo incerto. Camminare in questi luoghi sapendo che erano frequentati già migliaia di anni fa dà alla gita un fascino particolare.
Croda da Lago e Lago Federa
La Croda da Lago, a circa 7 km in linea d'aria dallo chalet, è una muraglia di guglie che domina il versante tra Cortina e il Giau. Ai suoi piedi si trova il Lago Federa, uno specchio d'acqua circondato da larici e pini cembri, sulla cui sponda sorge lo storico rifugio Croda da Lago intitolato a Gianni Palmieri. Il lago si raggiunge con diversi sentieri, anche partendo dal Passo Giau attraverso i prati di Mondeval e la forcella: un itinerario lungo ma molto appagante, adatto a escursionisti allenati.
- Per famiglie: passeggiata sui prati del passo e lungo la Muraglia.
- Per camminatori: Mondeval e Lago Federa in giornata.
- Per la luce migliore: mattino presto o tardo pomeriggio.
Tornati a valle, la sera è il momento di raccontarsi la giornata. A Chalet Conca Dolomiti potete accendere il caminetto a legna e rilassarvi, oppure uscire sul balcone della camera matrimoniale al piano superiore, affacciato su Tofane, Pelmo e Rocchette: il modo ideale per chiudere una giornata in quota.
Dopo il Giau, il calore di Chalet Conca Dolomiti
Lo chalet ha un caminetto interno a legna, due bagni completi e un giardino privato recintato: la base ideale per famiglie e gruppi di amici fino a 6 ospiti.